Un laboratorio di pizza alla Comunità "l'Alveare"

insieme a Yaroslav, ex ospite oggi fornaio, i ragazzi hanno condiviso impasti, storie e speranze, riscoprendo il valore della fiducia e del sostegno reciproco.

Il 1° novembre, nella nostra Comunità Alveare, che accoglie minori e giovani prossimi alla maggiore età, abbiamo vissuto una giornata che rimarrà nel cuore di tutti. In occasione della Festa di Tutti i Santi abbiamo organizzato un laboratorio di cucina insieme ai nostri volontari Yaroslav e Igor, trasformando un semplice pomeriggio in un’esperienza ricca di significato, ascolto e condivisione.

Yaroslav è un giovane uomo di 27 anni che conosce bene cosa significhi vivere in comunità: anche lui ha trascorso parte della sua adolescenza in una comunità educativa. La coordinatrice, Mariassunta Severino, lo ha accompagnato in quel periodo e, negli anni, il legame non si è mai spezzato.

Oggi Yaroslav lavora come fornaio in un panificio rinomato della provincia di Parma, risultato ottenuto con sacrificio, dedizione e tanta forza di volontà. Durante il laboratorio, mentre ognuno dei ragazzi della Comunità Alveare preparava la propria pizza con entusiasmo e curiosità, Yaroslav ha iniziato a raccontare la sua storia, creando un clima di ascolto sincero e attento. Mentre impastavano e collaboravano con gli educatori Alessandro Lupo e Juri Bruni, i ragazzi hanno potuto ascoltare una testimonianza vicina alla loro realtà, che parla di sfide, di fatica, ma anche di possibilità e di crescita.

Yaroslav ha raccontato i suoi primi passi nel mondo del lavoro: un tirocinio in pizzeria senza uno stipendio vero e proprio, i lunghi tragitti in bicicletta su e giù per la collina dove si trovava la comunità in cui viveva, le difficoltà dei primi mesi da solo, tra responsabilità nuove e timori. Ha spiegato quanto sia stato importante il rapporto costruito con gli educatori, figure stabili e presenti che lo hanno guidato nei momenti più delicati. Ha ricordato quanto il rispetto delle regole e la fiducia nel percorso educativo lo abbiano aiutato a diventare l’uomo che è oggi. I ragazzi dell’Alveare hanno accolto la sua testimonianza con grande maturità: si sono mostrati curiosi, rispettosi, partecipi. Hanno fatto alcune domande sincere, condiviso riflessioni e lavorato insieme, sostenendosi a vicenda. È stato un vero laboratorio di cucina, ma anche un laboratorio di confronto e crescita comune.

È stato significativo vedere come ognuno di loro abbia portato qualcosa di personale: chi si è aperto dopo un momento di timidezza, chi ha mostrato abilità sorprendenti, chi ha saputo incoraggiare i compagni. Il gruppo ha creato un clima accogliente e collaborativo, mostrando come, nonostante le difficoltà individuali, nella Comunità Alveare esista ogni giorno il desiderio di costruire relazioni e mettersi in gioco. La giornata si è conclusa con la degustazione delle pizze preparate da ciascuno e con la consapevolezza di aver vissuto un momento prezioso: un’occasione per guardare al futuro con un po’ più di fiducia e per sentire che, lungo il loro percorso, non sono soli.

Accanto a loro ci sono educatori pronti a sostenere ogni passo, con presenza, ascolto e dedizione. Il laboratorio del 1° novembre è stato così molto più di un’attività: è diventato un ponte tra passato, presente e futuro, un momento di incontro autentico che ha arricchito sia i ragazzi che gli adulti presenti

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